venerdì 20 maggio 2016

A day in the life - la storia dei Beatles - tredicesima puntata

I libri di Enrico Mattioli sono

© ENRICO MATTIOLI 
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Tutta la comitiva frequentava un caffè in Slater Street, il Jacaranda, di proprietà di Allan Williams, un piccolo gallese tarchiato e con la barba.
Secondo Williams, Lennon e la sua cricca erano dei fancazzisti impenitenti e ottimizzavano al massimo, in termini di tempo, il poco che consumavano. Sedevano per ore a osservare, oltre la vetrata, gli operai andare e venire dall’ufficio di collocamento.
Allan Williams teneva le mani in pasta in tante cose. Per esempio, era impresario o cercava di esserlo. Nel frattempo, le tendenze musicali si erano spostate dal rock verso il pop ma era una differenza più che altro, estetica. A Liverpool, però, si tifava per il blues e per la musica nera, quella di Chuck Berry, Little Richard e B.B. King.
Nel sottobosco di gruppi musicali, a Liverpool c’erano Cass and the Casanovas, il cui musicista più noto era il batterista Johnny Hutch che, riguardo al gruppo di Lennon, aveva espresso parere profondamente negativo. La fauna si completava con Rory Storm and the Hurricanes, il gruppo più famoso, che aveva da poco un nuovo batterista barbuto e con gli anelli alle dita. Era proprio Richard Starkey, che si faceva già chiamare Ringo Starr. A detta di Ringo, John gli confidò successivamente che all’epoca lui e suoi compari avevano molta suggestione del batterista con gli anelli. In realtà, più che suggestione, erano imbarazzati dalla propria pochezza scenica e dalla scarsità di mezzi. Tutta questa gente frequentava il Jac di Williams, dopo le esibizioni, ma i ragazzi di Lennon non godevano di grande considerazione ed erano snobbati.
Era la mancanza cronica di un drummer, oltre a una presenza inaccettabile e la scarsa tecnica di qualcuno di loro, a fargli perdere le poche buone occasioni. George ricorda che Stu non era un gran musicista. Gli insegnarono a suonare nel modo più semplice ma lui era un po’ duro sulle corde. Negli spettacoli Stu suonava di spalle al pubblico per non lasciar intendere le sue mancanze al basso.
Accadde che l’astuto gestore del Jacaranda riuscì nell’impresa di coinvolgere Lennon e Sutcliffle in un lavoro che consisteva nell’allestimento dei carri per il carnevale esibiti al ballo della Arts Ball di Liverpool. Era l’iniziativa che mise in luce il talento di Williams nel campo dell’imprenditoria artistica. Questo gli diede l’ardire di cercare Larry Parnes, famoso promotore del pop inglese, il quale aveva registrato il tutto esaurito a Liverpool, durante una serata organizzata per Eddie Cochran e Gene Vincent. Il secondo dei due, era l’autore di Be Bop A Lula. Larry Parnes, ormai, vantava una scuderia di stelle composta di musicisti inglesi, ai quali come intervento primario, veniva imposto un nome d’arte.
Williams riuscì a convincere Parnes a ripetere l’evento Vincent e Cochran e altri musicisti di sua pertinenza e lui, Williams, avrebbe collaborato con i propri di Liverpool, al Box Stadium, dove il padre di Pete Best organizzava combattimenti di pugilato. Nonostante difficoltà organizzative, non ultima il forfait di Cochran dovuto a decesso per incidente stradale, l’evento ebbe un successo inaspettato sulla città e aprì nuovi orizzonti.

Non perdonai mai Eddie Cochran per la sua morte. Non aspettavo altro che vederlo all’opera”.

Ringo Starr