venerdì 20 maggio 2016

A day in the life - la storia dei Beatles - ottava puntata

I libri di Enrico Mattioli sono

© ENRICO MATTIOLI 
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Alla fine del ’56, mentre a Liverpool i gruppi di skiffle provavano la trasformazione del rock and roll, nella parte opposta dell’emisfero un battello col nome Gramna sbarcava a Cuba con l’intento di sovvertire il governo del generale Fulgenzio Batista. A bordo si trovavano ottantadue ribelli ma l’imbarcazione fu attaccata subito dopo lo sbarco e solo dodici sopravvissero.
Tra loro, l’avvocato Fidel Castro e suo fratello Raul, a capo della spedizione, oltre a Camilo Cienfuegos, il dottore argentino Ernesto Guevara e l’italiano Gino Donè Paro. 
Fidel e Raul avevano conosciuto Guevara in Messico nel ‘55, a seguito della scarcerazione dei due fratelli dopo l’arresto per l’assalto alla caserma Moncada avvenuto nel ’53. Fidel era stato condannato a sedici anni di reclusione ma dopo le elezioni del ’55 il generale Batista decise di concedere la libertà ai detenuti politici compresi i ribelli della Moncada e, appunto, i Castro furono esiliati in Messico dove si riattivarono per programmare quella rivoluzione che li portò all’entrata vittoriosa all’Avana nel ’59.
A Liverpool, intanto, i protagonisti di questa storia approcciavano alla musica come tutti i ragazzi inglesi. L’esplosione della musica rock rapì ogni adolescente. Paradossalmente, colui che aveva meno remore a salire su un palco e che affrontava ogni situazione di petto, era il meno preparato. La formazione musicale di John, infatti, era più rudimentale rispetto a quella di Paul e George. Ma John era nato avventuriero.

6 luglio 1957: Paul incontra John alla festa del Woolton Village.

Pomeriggio di un sabato estivo alla festa di San Peter’s Church, la parrocchia di Woolton. Siamo distanti dalle atmosfere umide e lorde del porto. Il sentiero accanto al cimitero conduce al padiglione dei rinfreschi mentre nell’area più grande troviamo le bancarelle e i chioschi che vendono articoli da regalo e dolci fatti in casa.
C’è una raccolta fondi e dei gruppi locali si esibiscono sul palco rialzato. Quella giornata inizia per John con un litigio. Mimi non approva il suo abbigliamento da teddy boy e lui risponde per le rime. Fuori lo aspetta Pete Shotton, il suo amico rosso di capelli, e prima della festa i due hanno il tempo per qualche bicchierino. Poi, salgono sul carro di un carbonaio ed eseguono dei brani, tra cui Maggie May, uno stornello dei portuali con riferimenti a una prostituta.
All’esibizione assiste anche una sbigottita zia Mimi che ricorderà quell’eruzione di suoni come la volta in cui seppe dell’esistenza dei Quarry Man. Ci sono anche, forse, Julia, la mamma, e le due sorellastre di John, Julia e Jackie.
Soprattutto, è presente Ivan Vaughan con un amico,  giovane chitarrista, al quale da tempo parla del capo dei Quarry Man come di un tipo in gamba.
Durante una sosta, mentre i membri dei Quarry si ristorano, Ivan conduce l’amico a conoscere il gruppo.
This is John.
Hello.
And this is Paul.

Andò così, in maniera molto formale.
Non fu un granché come incontro, ma oggi la consideriamo una data fondamentale che segna la storia della musica popolare e avvia un processo di leggende, dichiarazioni, interviste, smentite e conferme che dura ancora. Il rapporto tra John Lennon e Paul Mc Cartney, i Mc Lennon, come amava definire John il suo sodalizio con Paul, è un confronto complesso, a volte infantile, infinito, che supera l’esistenza stessa.
John ha diciassette anni e Paul quindici. A quell’età è una distanza incolmabile per ragazzi che stanno crescendo, John mette in un angolo i dubbi riguardo alla sua leadership e gli chiede di entrare perché Paul è molto preparato, conosce le parole dei brani e sa accordare la chitarra. Si rivela una scelta giusta ma che darà i suoi frutti solo anni dopo. È l’inizio della lunga e tortuosa strada.


Pensai: cosa succederà se lui entra nella band? Ma era davvero bravo. E poi assomigliava a Elvis.

John Lennon