venerdì 20 maggio 2016

A day in the life - la storia dei Beatles - dodicesima puntata

I libri di Enrico Mattioli sono

© ENRICO MATTIOLI 
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Il Cracke era un locale dove studenti d’arte s’incontravano per parlare degli scrittori beat, di Miller e Kerouac, di Corso e Ferlinghetti. John amava anche scrivere oltre alla pittura e il suo stile di un umorismo assurdo e fendente, interessò il giovane Bill e la loro fu una simpatia immediata e reciproca.
L’incontro con Stuart Sutcliffe, però, fu fondamentale. Il fascino che Stu esercitò su John fu completo e totalizzante. Il giovane studente d’arte aveva uno stile personale che rapì John. Stu era appassionato di letteratura, pittura, abbigliamento, all’arte in ogni suo aspetto e quindi, anche al rock and roll, anche se questo solo in modo visivo.
Il rapporto fu talmente positivo che rivitalizzò John nel suo interesse per lo studio e ciò ebbe effetti anche su Paul, meno su George.
Per il suo insegnate, il professor Arthur Ballard, Stu possedeva un talento straordinario. Si esprimeva indistintamente seguendo stili differenti e in poco tempo ottenne una grandissima popolarità tra gli studenti.
Gli incontri e le lezioni di Ballard proseguivano spesso al Ye Cracke, il pub dove Stu si incontrava con il futuro scrittore Bill Harry. Sulla falsariga della Beat Generation americana, al Cracke nacque anche il movimento underground dei Dissenters. Ne facevano parte lo stesso Sutcliffe, Harry, il pittore Ron Murray e ovviamente, Lennon, il quale risultava affascinato dalle discussione sulle innovazioni di Van Gogh, che sempre più, stava prendendo il posto di Elvis nella sua vita.
Murray e Sutcliffe nel ‘59 si trasferirono in un monolocale a Gambier Terrace. Ben presto furono raggiunti da Lennon. Il posto, oltre a fermentare di dibattiti sulla cultura, divenne l’atelier di Stu e la sala prove del gruppo di John e anche Cinthia Powell, dando prova di anticonformismo per l’epoca, raggiunse il fidanzato.
Il quel periodo il rapporto musicale tra Paul e John si rafforzò e decisero che da quel momento avrebbero firmato insieme tutti i pezzi come autori, parola che mantennero fino alla fine della carriera come Beatles. Solo recentemente, in questi ultimi anni, Paul ha mostrato l’intenzione di rivedere quel vecchio accordo perché il suo cognome, apparendo dopo quello di John, non chiariva chi fosse l’autore principale di un brano pure se, in genere, per quanto riguarda tutta la loro produzione, chi era la voce guida risultava pure l’autore principale. I ragazzi collaborarono realmente nei primi anni del successo e in quelli dello studio, mentre verso la fine lavoravano per lo più separatamente.
L’uscita di Paul ha suscitato l’attrito di Yoko, vedova di John, eppure Macca ha ribadito che gli sembra ingiusto il fatto che pezzi come Yesterday, composta soltanto da lui, sia attribuita a entrambi. La costatazione del bassista, però, c’è da dire che non riguarda l’aspetto economico, mai messo in discussione, ma solo quello della paternità.   
Tornado a quel periodo, in qualche modo la strada di Stu avrebbe dovuto incrociare quella di John. L’occasione si presentò quando Stu vinse un prestigioso premio in denaro per la vendita di una tela. Il ragazzo avrebbe così acquistato tele e pennelli per una vita. Stuart Sutcliffe, però, abilmente circuito da Paul e John, entrò nel negozio di strumenti musicali per prendere il suo basso Hofner President e suonare nel gruppo di Lennon. Non saper suonare sembrava essere la caratteristica principale per aggregarsi alla band ma, battute a parte, l’ingresso di Stu era dovuto all’amicizia con John, alla condivisione di una visione comune e, soprattutto, all’intuizione di aver messo capitali freschi nell’operazione.