giovedì 14 luglio 2016

A day in the life - la storia dei Beatles - diciannovesima puntata


I libri di Enrico Mattioli sono
© ENRICO MATTIOLI

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Astrid oggi

Astrid e il suo amico Jurgen, dissero ai Beatles che avrebbero voluto fare un servizio fotografico su di loro, su come i due exi di Amburgo vedevano i cinque di Liverpool. Astrid era molto gentile e carina con loro e li aiutò moltissimo portandoli a casa sua e, questo il ricordo più caro di George, concedendogli di fare la doccia.
Astrid li accompagnava per la città e per le foto sceglieva delle aeree dismesse e dallo sfondo squallido. Quelle sono note come le prime foto artistiche dei Beatles. I ragazzi furono affascinati dal risultato e iniziarono a vestirsi simili a loro. Visitarono dei negozi che vendevano giacche nere di pelle e decisero di prendere i giubbotti neri stile Brando.
La prima immagine dei Beatles nacque ad Amburgo. Mancava ancora un particolare, ma avremo tempo.

Astrid li portava a casa sua e gli preparava da mangiare. George confidò di non sapere che in Germania avessero i panini al prosciutto!
Quando il suo legame con Stu diventò ufficiale, il ragazzo ebbe la camera che era stata di Klaus Voorman. Crudele la vita: era stato proprio Klaus, ad avviare le cose.  
Astrid continuava a fotografare i ragazzi al porto, nelle aree dismesse o nei vecchi luna park abbandonati. I Beatles, per la prima volta in vita loro, si vedevano come non si erano mai lontanamente immaginati. Era il loro aspetto da teddy boys con le facce da bambini a creare il fascino del contrasto.  
In seguito, Astrid agì modellando lo stile di Stu. Gli confezionò i vestiti e soprattutto, lo pettinò togliendo il ciuffo ribelle e calando i capelli in avanti come un caschetto. Quel taglio andava di moda in Francia ma quando gli altri videro Stu per la prima volta, si sbellicarono dalle risa al punto che il bassista tornò a pettinarsi alla vecchia maniera. La sera seguente, però, riprese il taglio di Astrid.
George fu il più coraggioso e decise di provare. La nuova acconciatura gli nascondeva le orecchie a sventola. John e Paul studiarono a vicenda le rispettive mosse, e poi caddero anche loro. 
Al Kaiserkeller le cose procedevano alla grande. I loro amici exi avevano ormai un tavolo riservato tutte le sere e Amburgo continuava a essere il paese della cuccagna, anche se Paul non capiva perché gli hamburger ad Amburgo li chiamassero Frikadellen.

Accadde che sempre più spesso, nelle loro scorribande, capitavano al Top Ten, il locale dove suonava Tony Sheridan. Il Top, una vecchia grande arena sotterranea che un tempo era stato uno stadio dove correvano i cavalli, era gestito dal giovane Peter Eckhorn. Indubbiamente migliore del Kaiserkeller, in breve tempo il locale attirò i buttafuori, nella fattispecie Horst Fascher, e poi le cameriere.
I Beatles qualche volta salivano sul palco improvvisando una jam con Sheridan. Quando la cosa arrivò alle orecchie di Bruno Kochmider, questi li diffidò a continuare ricordando loro che per accordi, non potevano suonare in locali vicini al Kaiserkeller nel raggio di venticinque miglia. Peter Eckhorn, però, grazie anche a un ingaggio migliore, li convinse a dimenticare il vecchio contratto e di trasferirsi al Top Ten. Bruno Kochmider era furioso.
Ad Amburgo c’era ancora il coprifuoco e i minorenni non potevano restare fuori oltre la mezzanotte. Fino a quel momento nessuno ci aveva fatto caso, per tutta la vita, il povero George Harrison, non capì come la Polizei una sera si diresse proprio da lui per chiedere i documenti.
George fu rimpatriato il giorno seguente. Lo aspettava un avventuroso viaggio di ritorno a Liverpool con un carico di bagagli spropositato per una persona soltanto. Stava accadendo proprio nel momento sbagliato, cioè il momento per loro più fortunoso.


domenica 10 luglio 2016

A day in the life - la storia dei Beatles - diciottesima puntata


I libri di Enrico Mattioli sono
© ENRICO MATTIOLI

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Pete Best si fidanzò con una spogliarellista e iniziarono una relazione. Pete era schivo e non seguiva troppo gli altri nelle scorribande per la città. Gli orari della nuova ragazza e la loro frequentazione suscitò i primi equivoci e i primi malumori riguardo all’atteggiamento del batterista. 
La violenza anche era consueta. Coltelli, pugni di ferro e manganelli usati dai camerieri per fronteggiare il pubblico ubriaco e i malavitosi, erano parte integrante delle serate. In specie le risse erano frequenti quando arrivavano le navi inglesi e i marinai scendevano in città. Spesso, gli spettacoli erano caratterizzati dalla puzza del gas delle pistole lacrimogene.
Un celebre buttafuori era Horst Fascher, ex peso piuma che aveva rappresentato la Germania prima di essere cacciato dal ring per aver fortuitamente ucciso un marinaio durante una lite. Scontata la pena, iniziò a lavorare per Bruno Kochmider. La sua banda era composta di altri membri dell’Accademia di boxe. Per loro fortuna, Horst prese a benvolere i musicisti di Liverpool, guidandoli per ristoranti e puttane raffinate.

Ad Amburgo siamo cresciuti. Scuotere i tedeschi e resistere dodici ore sul palco, ci mise alla prova. Dovevamo provare di tutto e non c’era nessun modello da copiare, ci piaceva fare quel che facevamo e anche ai tedeschi piaceva: ai tedeschi piaceva tutto quel che era rumore”.
John Lennon

Arrivavano la mattina verso le undici e si fermavano fino alle tre o alle quattro del pomeriggio. Erano perfettamente calmi. Io li guardavo dal bar e li vedevo tutti e cinque, sempre intorno allo stesso tavolo, senza parlare, guardando semplicemente nel vuoto. Ho visto lo stesso sguardo in uomini che sono stati tanto tempo in mare sulle petroliere. Non erano lì, in quel momento, se capite ciò che voglio dire”.
Jim Hawke – londinese, gestore della Mission British Sailors Society ad Amburgo (tratto da Shout di Philip Norman).

Klaus Voorman era figlio di un medico di Amburgo e talentuoso illustratore. Amante viscerale del rock and roll, sognava di disegnare copertine di dischi pop. Era fidanzato con Astrid Kirchherr, disegnatrice di moda, fotografa e assistente personale di Rheinhardt Wolf tudor del corso di fotografia alla Meister Schule di Amburgo.
Una sera Klaus e Astrid avevano litigato. Klaus vagabondava da solo per la Grosse Freiheit e davanti alle porte aperte del Kaiserkeller usciva un frastuono di musica. Si fece coraggio e decise di entrare. Stavano suonando gli Hurricanes di Rory Strom e Klaus fu contagiato dall’eccitazione che si respirava. Era seduto vicino a cinque ragazzi che attendevano il proprio turno e a un certo punto furono annunciati come i Beatles. Klaus Voorman restò ad assitere per tutta la durata della loro esibizione.
Astrid non si convinse subito ad andare con lui, anzi, all’inizio ne fu disgustata. Klaus tornò da solo, ancora, e cercò di parlare con Lennon per fargli vedere una copertina che aveva disegnato. Quando la ragazza si convinse ad accompagnarlo, Klaus era già in discreta confidenza con il gruppo. Andarono una sera insieme ad altri amici, tutti vestiti di nero come gli esistenzialisti.
Astrid ne fu conquistata all’istante, specialmente di Stu del quale si innamorò, come lei dichiara, quella sera stessa.

Ho appena conosciuto degli amici fantastici, il trio più favoloso che io abbia mai visto. Mi hanno letteralmente incantato con il loro fascino. La ragazza trova che io sia il più bello. Proprio io che mi sentivo più scialbo del gruppo, avrei un look decisamente superiore a quello del Romeo John Lennon e dei suoi due prodi Paul e George, i casanova di Amburgo”.
Stuart Sutcliffe, su quella sera al Kaiserkeller di Amburgo.